Avvocato esperto in controversie condominiali a San Bonifacio, Verona, Vicenza e Roma.

Vivere nella stessa casa, accedere agli stessi servizi, utilizzare i beni comuni crea delle relazioni tra condomini, relazioni non sempre facili che molto spesso sfociano in liti e cause civili avanti ai tribunali. Le questioni condominiali sono frutto di malintesi o di erronee valutazioni ed i motivi che possono provocare l’insorgere di un contenzioso giudiziale nell’ambito del condominio sono molti e diversi tra loro.

Rumore, infiltrazioni, occupazioni e uso improprio di parti comuni, difficile convivenza con abitudini e costumi di inquilini stranieri, pulizia e presenza di animali domestici sono alcuni dei problemi più comuni e diffusi quando si parla di condominio.

Il contenzioso esiste non solo tra condomini, ma anche tra condomini e amministratore dello stabile: liti sull’approvazione del bilancio condominiale con le relative spese e, soprattutto, le lacune negli interventi di manutenzione e ristrutturazione dell’edificio.

Alcune controversie in materia condominiale rientrano nell’ambito di applicazione della mediazione obbligatoria (D. Lgs. n.28/2010). La mediazione come risoluzione del contenzioso condominiale è una procedura che ha la finalità di deflazionare il contenzioso giudiziale risolvendo le questioni in quelle situazioni caratterizzate dalla comune appartenenza dei contendenti a un gruppo o da una durevole relazione sociale, familiare o economica tra gli stessi.

Nel condominio edilizio emerge la comunanza di interessi a più soggetti, quali appunto i condomini, e che costoro trovano negli artt.1117 ss. c.c., ed eventualmente nelle norme del regolamento che essi abbiano approvato o accettato, le forme organizzative e gli strumenti volti a rendere tali interessi autonomamente e distintamente tutelabili.

La giuridicità degli interessi collettivi condominiali non postula, peraltro, la necessaria distinta soggettività del condominio.  Gli interessi condominiali collettivi coinvolgono tutti i soggetti appartenenti alla compagine condominiale e ciò porta ad escludere che un singolo condomino possa assumere la titolarità e possa disporre di essi mediante atti di autonomia privata o agire individualmente in giudizio a loro difesa.

Gli interessi condominiali possono consistere in interessi propri dell’organizzazione in quanto tale, e che non potrebbero, quindi, radicarsi in capo ad un singolo condomino; oppure consistere in interessi che riguardano in modo omogeneo tutti i membri del gruppo, ma che sono tutelabili unicamente attraverso la deliberazione dell’assemblea e la rappresentanza dell’amministratore.

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